Prima di bruciare vivo il geniale e profondo Vanini, gli strapparono la lingua, perché egli, con essa, aveva bestemmiato Dio. Confesso che, quando leggo simili cose, mi vien voglia di bestemmiare questo Dio.
Arthur Schopenhauer

venerdì 10 giugno 2011

Dei quesiti refendari


Da N mesi si fa gran parlare del referendum del 12/13 giugno: si fa, non si fa perché non si fa più neanche il nucleare, no invece si fa, cercano di disinformare la massa affinché non si raggiunga il quorum, forse non si fa di nuovo, eh no ho detto che invece si fa quante volte devo dirlo.
Non so da dove sia giunta la fobia del boicottaggio del referendum, probabilmente la TV ha denunciato la disinformazione di cui è artefice, così tra un quiz e un reality la gente si è svegliata ascoltando la voce della controinformazione. Magari è stato il Gabibbo. Sì... Fatto sta che l'allarme ha raggiunto praticamente ogni fascia d'età. Alla faccia del boicottaggio!
Innanzi tutto, specifichiamo che l'unica cosa che desti una reale preoccupazione sia la privatizzazione dell'acqua, perché 1) gli impianti nucleari ora che saranno pronti all'uso (ammesso che non sia solo una truffa legata agli appalti), per l'epoca saranno inutilizzabili a causa della scomparsa dell'uranio o - più probabilmente - del suo costo mastodontico, 2) il legittimo impedimento serve solo a farci credere che noi abbiamo un potere sul futuro del premier (uno qualunque, non Lui) e della classe politica, e la cosa fa ridere di per sé visto che per essere al di sopra della legge NON serve una legge... questione di semantica, mica altro!
L'unica cosa che dunque vale la pena sapere, è che il passo della privatizzazione dell'acqua è previsto non (solo) da Berlusconi, non (solo) dal centro-destra (o sinistra, che è uguale), ma più generalmente dall'Unione Europea [Fonte], la quale non prevede l'utilizzo di strumenti referendari che influiscano sulle decisioni politiche ed economiche della società (la nostra vita, insomma).
Cosa aggiungere a questo punto? Cosa posso dire? Non andate a votare?
Andateci, invece. Basta esser coscienti dell'inutilità dell'atto se non in qualità simbolica.
"Partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri", lui cantava.



P.s. Lo sapevate che "Titì titì" è il verso utilizzato per richiamare le galline nella cultura rurale calabrese? Non aggiungo altro.

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